Organismo di ricerca CRF

Brevetto Europeo Deodorizzazione

A process of deodorizing and damping evil-smelling organic materials from fumes and/or gases. [Download Scheda]

 

Premessa/background
La deodorazione di fumi - e più in generale l'eliminazione di sostanze indesiderate generalmente organiche presenti in piccole quantità -  quando queste derivano da incompleta combustione è generalmente realizzata mediante un processo di post-combustione ad elevato costo energetico, dovuto alle alte temperature raggiunte e il mancato recupero dell’energia introdotta. Pertanto, nei casi in cui le sostanze da eliminare sono presenti in un aeriforme che non è già ad una temperatura sufficientemente elevata da  giustificarne la post combustione, si adottano efficacemente altri sistemi come ad esempio la filtrazione su masse biologicamente attive (biofiltri) ovvero i classici lavaggi con liquidi in torre.
Ma possono subentrare problemi successivi di depurazione dell'acqua impiegata, o della soluzione acquosa di uno specifico reattivo, con elevato costo. Inoltre, nel campo dell'inquinamento olfattivo sono attualmente allo studio  le soglie di sopportazione per gli odori cattivi, sebbene l’assenza di una normativa specifica e la ricerca nel campo anche dell’ ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente), che ha varato una campagna di misurazioni degli odori con l'ausilio di "nasi" umani ed elettronici, non consentono la misura di singoli composti chimici. I cattivi odori (non le emissioni tossiche) non nuocciono alla salute fintantoché alla loro rilevabilità olfattiva non sia associata una concentrazione e relativo tempo di esposizione, che porti a un'esposizione al di sopra dei limiti di soglia individuati. Essi però infastidiscono e in alcuni casi diventano insopportabili con effetti collaterali quali difficoltà di concentrazione, stati depressivi, nausee e conati di vomito. Esempi palesi sono le discariche di rifiuti, gli allevamento di animali, le torrefazioni di caffè, gli stessi biscottifici. Caso eclatante sono i fast food e l'ormai noto effetto "smog burger" ad essi associati, specialmente in America, con emissioni superiori a quelle delle raffinerie petrolifere.
Inoltre, la tecnologia proposta con il seguente progetto s’inserisce nel più ampio panorama del settore energetico, dedicato allo sviluppo dei sistemi di cogenerazione, con trasformazione delle biomasse, con impiego di processi di gassificazione/pirolisi e di cleaning a valle. Attualmente, i sistemi esistenti di piroscissione sia termici sia catalitici non offrono da soli garanzie di depurazione dai tar, tali da permetterne l’impiego “in tranquillità” nei motori e men che meno nelle  più “sensibili” celle a combustibile. Per questo si rende necessaria la sezione di filtrazione/lavaggio del gas, a valle di quella catalitica, in impianti di valorizzazione del syngas.

Classificazione: progetto/invenzione/prodotto/servizio

Il sistema, oggetto della presente invenzione, ha lo scopo di eliminare  le sostanze incombuste presenti nei fumi di cottura e responsabili dell’effetto smog burger e/o molteplici prodotti analoghi, anche di natura catramosa e con tendenza a polimerizzare, spesso dispersi, in minute particelle, in grandi quantità di gas così da non renderne efficiente l’eliminazione con sistemi di lavaggio e non conveniente la loro post combustione termica.

Descrizione
Il processo impiega particelle solide, con una vasta gamma di dimensioni e caratteristiche, correlate al tipo e alle dimensioni delle sostanze inquinanti disperse nell'aeriforme. Le particelle solide, immesse nella corrente gassosa, a comportamento inerte ma con una elevata capacità di adsorbimento e assorbimento verso i composti presenti nel gas, sono poi rigenerate e reimpiegate nel processo di captazione, mediante lavaggio con solventi o per arrostimento o per trattamento chimico o biologico. Le particelle non sono completamente bagnate dal catrame adsorbito, così da essere recuperate dal gas come massa solida con comportamento di polvere asciutta, mediante cicloni, filtri a maniche, filtri elettrostatici. La decomposizione avviene poi nella fase di rigenerazione termica delle polveri che precede la loro reimmissione in ciclo o il loro parziale smaltimento.
La rigenerazione termica avviene in un reattore, nel quali le polveri sono portate a elevata temperatura ,così da provocare la piroscissione dei catrami che hanno captato e la loro successiva combustione in condizioni controllate.

 

 

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